Simone Verde


13 luglio 2012
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Come sarà mai un 14 luglio normale?

Il primo defilé di François Hollande

 
PREMIER DÉFILÉ DU 14-JUILLET POUR FRANÇOIS HOLLANDE

Come sarà mai un 14 luglio normale? Se lo chiedono in tanti, a non molte ore dal defilé sugli Champs Elyses in presenza del nuovo presidente della repubblica, François Hollande, che della normalizzazione dei rapporti tra politica e società, tra il suo e gli altri poteri dello stato ha basato tutta la campagna elettorale. Per il momento, come sarà il suo 14 luglio del ritorno alle vecchie consuetudini della République resta un mistero. Anzi sembra essere un obiettivo fallito visto che la stampa, in un momento così critico è ostinatamente concentrata sulle tensioni familiari di casa Hollande-Royal. Il fatto che interessa di più, infatti, non è il probabile licenziamento di 8000 lavoratori del gruppo PSA Peugeot Citroën, per esempio, primo costruttore automobile francese, con la possibile chiusura della fabbrica di Aulnay-sous-Bois, ma la riapparizione della compagna di Hollande, Valérie Trierweiler, in una cerimonia pubblica. Grande assente del viaggio in Gran Bretagna, di fatto scomparsa dalla scena pubblica dopo il famoso Tweet al vetriolo contro Ségolène Royal, ora dovrebbe presenziare alla sfilata accanto al presidente nonostante le polemiche dei figliastri. Del più grande, Thomas, in particolare, che in un’intervista al settimanale Point, ha invitato il padre a licenziarla una volta per tutte.

Con buona pace della “presidenza normale”, cioè, appare evidente che per chiudere la pagina Sarkozy non basta un semplice e dichiarato ritorno indietro, ma va forse affrontato con consapevolezza il nuovo rapporto tra vita privata, tra simbolico e politica in una società postmoderna. Tema su cui in molti aspettano di sapere cosa avrà da dire Hollande che domani, dopo la sfilata di 4950 uomini, 241 cavalli, 450 vetture, 82 moto, 66 aerei e la pattuglia tricolore rilascerà la tradizionale intervista alla stampa che conterrà anche una domanda sui rapporti familiari e sullo statuto pubblico della première dame. Quanto al resto, ci si aspetta un discorso sulla falsariga di quanto affermato già in campagna elettorale: “Il 14 luglio è un momento importante per la nazione, è il legame riaffermato con l’esercito e l’espressione del nostro doveroso patriottismo”. Abile scelta, cioè, quella del generale De Gaulle di fissare nel giorno della più grande ribellione al potere, il defilé delle armi e della stabilità della sua repubblica presidenziale. Scelta contestata durante il dibattito per il primo turno dai Verdi di Eva Joly che avevano chiesto l’abolizione della costosa cerimonia. Hollande, contrario, ha dovuto cedere un po’ comunque: quest’anno il defilé avrà per titolo “Per la stabilità e per la pace”.

Altro aspetto di questo 14 luglio, la cerimonia e l’intervista che ne seguirà serviranno probabilmente al presidente per tentare di invertire la preoccupante tendenza di sondaggi al ribasso. Stando all’ultima rilevazione, IFOP-Paris Mach del 5 luglio scorso, infatti, la discesa sarebbe diventata più rapida del previsto. Se Hollande è arrivato al potere con il 61 per cento dei consensi (fu il 69 per Sarkozy nel 2007), oggi il barometro segna quota 56 per cento. Non solo, interrotta è anche la parabola positiva inaugurata con i primi viaggi all’estero, più di tutti quello in Germania (dove si era arrivati al 65 per cento), e la tendenza sembra ormai consolidata nella direzione opposta. Dato preoccupante non proprio per le cifre prese in termini assoluti, quanto perché la cosiddetta luna di miele che segue l’elezione e che dura di solito almeno un semestre è l’occasione preziosa delle riforme che contano.

Si vedrà, allora, se per risollevare un po’ i consensi Hollande deciderà di rispolverare le varie (per la verità poche) promesse fatte e già non mantenute. Quelle, cioè, che dovevano essere realizzate o messe in cantiere nei primi due mesi di governo. Le enumera ieri un articolo pungente del quotidiano Libération: prima tra tutte, il blocco per legge dei prezzi dei carburanti; la ricevuta che le forze di polizia dovranno rilasciare a ogni controllo, per evitare e per prevenire abusi; infine, interessi per legge maggiori dell’inflazione per i libretti di risparmio postali A, quelli a statuto sociale avvantaggiato che non possono andare oltre i 30mila euro. Temi su cui la stampa, in particolare quella di sinistra, si aspetta delle risposte. Altre risposte, ovviamente, si attendono sul ritiro delle truppe dall’Afghanistan, proposto durante le elezioni e annunciato nell’incontro con Obama subito dopo l’investitura. Ma l’intervento che più di tutti i francesi si aspettano è sulla reindustrializzazione promessa, sulla riduzione della disoccupazione, delle delocalizzazioni e sulle azioni per la crescita nel contesto di un’economia globale che il governo non ha ancora spiegato come regolare dalla piccola sala comandi della Francia.






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