Simone Verde


6 giugno 2012
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Se la Francia cambia canale

Via la conduttrice di punta del Tg vicino a Sarko

 
sarkozy-ferrari

Fine di regno e vanno in disgrazia i vecchi simboli. È il caso di Laurence Ferrari, presentatrice del tg di Tf1, notiziario di punta per la rete del migliore amico di Nicolas Sarkozy, Martin Bouygues, testimone di nozze nell’unione con Cécilia e padrino del penultimo figlio, Jean. È proprio a questo telegiornale, infatti, da sempre concentrato sulla cronaca e sulla sacralizzazione del potere, che l’ex presidente aveva affidato il compito di orientare l’opinione pubblica.
E alla conduzione graziosa della signora Ferrari – attraente aspetto da mannequin – che molti giornali di gossip hanno a lungo accreditato come sua amante, ora in partenza verso la più piccola Canal Plus vista la disastrosa perdita di share del Tg. «Sono molto commossa », ha scritto ieri la giornalista su Twitter poco prima della sua ultima conduzione.
Segno che la sua, forse, non è proprio una scelta, ma una necessità suggerita dall’editore e dal cambio di canale degli ascoltatori, netto quanto la sterzata politica del paese. Ultima gloria, la sua conduzione con David Pujadas del faccia a faccia Hollande-Sarkozy, il 2 maggio scorso. Chi crede nei pettegolezzi, si sarà domandato con quale stato d’animo abbia assistito alla sfida decisiva dell’intimo amico.
Laurence se ne va e torna il soporifero, conservatore e antropologicamente gaullista Patrick Poivre d’Arvor. Per chi avesse dubbi, da giovane è stato persino militante dei Repubblicani indipendenti, a favore di Valéry Giscard d’Estaing. Torna, cioè, il volto ufficiale dell’epoca Chirac.
Un altro simbolo del vento che cambia. Quasi quanto il licenziamento in tronco del direttore generale della polizia, Frédéric Péchenard, del prefetto di Parigi Michel Gaudin o del discusso capo dei servizi segreti, Bernard Squarcini, avvenuto qualche giorno fa su decisione del nuovo ministro degli interni, Manuel Valls. La fine di Laurence, infatti, e il ritorno della vecchia, sedativa guardia, coincide anche con un passo indietro nella trasformazione dei giornalisti in star e dei notiziari in spettacolo, secondo le tendenze dell’infotainment tanto di moda negli anni Sarkozy. E indica forse l’intenzione di uomini d’affari come Bouygues, molto coinvolti nel precedente regime, di compiere un gesto simbolico verso il nuovo presidente – che forse la presenza della signora Ferrari al faccia a faccia con Sarkozy non l’ha troppo apprezzata. Un gesto senz’altro utile, tanto più ora che si promette più inflessibilità sulle concentrazioni di potere e più equità nella distribuzione della ricchezza.






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