Simone Verde


31 gennaio 2012
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Tra Hollande e Sarko rispunta Bayrou

Il balzo in avanti del candidato centrista del MoDem

 
baysark

A quanto pare ha ragione, François Bayrou, ad aver aspettato con pazienza, ad aver resistito alle offerte di accordo che da anni gli arrivano da sinistra e da destra. Ieri, infatti, a poco più di un mese dalla sua discesa in campo nelle presidenziali del prossimo aprile, l’ultimo dei sondaggi lo dava in ascesa di ben sette punti, al 14 per cento, più sette in un colpo solo, a un passo da Marine Le Pen. Ovviamente, la partita è tutt’altro che vinta, visto che al secondo turno sono previsti due soli candidati e che al leader centrista, per arrivarci, toccherebbe surclassare anche Nicolas Sarkozy, nove punti più avanti di lui.
Ma c’è un altro dato che in queste ore a Bayrou deve piacere molto, quello sulla popolarità, non ancora tradotta in voti, ma che spera lo sia presto: a pari merito con François Hollande, infatti, e con il 56 per cento degli apprezzamenti, è il leder più amato dai francesi.
Sarà per quell’aria un po’ irreale, così lontana dalla mischia elettorale, che gli deriva dalla profonda spiritualità francescana, per l’aria bonaria che non ha niente a che vedere con l’aggressività dialettica tra gli schieramenti, ma Bayrou cresce nei sondaggi anche e soprattutto per l’incapacità dei partiti tradizionali di risultare credibili dopo anni di promesse e di scontri fini a se stessi.
Il sondaggio che racconta la sua ascesa, infatti, contiene un altro dato indicativo: per il 71 per cento dei francesi le proposte dei candidati sono irrealistiche e puramente elettorali. È proprio su questa sfiducia nella politica e nel bipolarismo che Bayrou ha investito, fondando MoDem e resistendo alle proposte di accordo insistentemente avanzate da Ségolène Royal nel 2007, al ritmo martellante di una sua previsione: «Risultato a due cifre nel 2007, l’Eliseo nel 2012».
La vittoria alle elezioni, almeno per il momento, risulta improbabile (non impossibile), ma il potere destabilizzante della candidatura centrista è evidente, a riprova della scarsa convinzione con cui i francesi si preparano ad andare alle urne. Secondo i dati sullo spostamento elettorale, infatti, Bayrou prende voti soprattutto dai socialisti (il 46 per cento) e anche se un po’ meno, da Nicolas Sarkozy (il 32 per cento).
Una situazione preoccupante che sta spingendo François Hollande, già lievemente indebolito negli ultimi sondaggi, a reagire, imbarcando uno dei suoi più acerrimi nemici all’interno del partito, l’ex primo ministro Laurent Fabius, per gestire con più determinazione di quanto lui stesso non sia capace la polemica contro la destra. Lo ha fatto proprio due giorni fa, attaccando duramente Sarkozy per la perdita della tripla A: «Questa situazione significa che si devono trovare 500 milioni di euro ogni giorno per ripagare gli interessi sul debito. È ora che il presidente si faccia da parte».
Quanto a Bayrou, invece, continua a tracciare la propria traiettoria con il tono dimesso e poco polemico di sempre. Poiché, come scrive sul sito di campagna «la buona politica è prefissarsi un obiettivo e perseguirlo con coerenza e con costanza». Di certo, il suo è quello di diventare presidente della repubblica, portando al potere nel sistema più bipolarista d’Europa, una forza centrista. Anche se in realtà dai dati del sondaggio le possibilità di successo sembrano limitate. Alla domanda se sia più la destra o la sinistra a formulare proposte innovative, è il 16 per cento a rispondere “nessuno dei due”. Segno che il campo dello scontento che cerca soluzioni terze è di poco superiore all’attuale risultato centrista e che, al di là delle simpatie, la divisione destra sinistra rimane una costante culturale dei francesi.






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