Simone Verde


12 gennaio 2010
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La provincia italiana in bella mostra

Il 2010 dell’arte nella penisola

 
La provincia italiana in bella mostra

Numerosissime mostre sparse sul territorio nazionale, un’offerta ricca ma frammentata a conferma della vitalità della provincia italiana. Questo il quadro che emerge dalla programmazione del 2010 nel nostro paese. D’altronde, quando l’università è esangue e l’attività di coordinamento del ministero per i beni e le attività culturali quasi inesistente, l’iniziativa rimane alle singole amministrazioni, grandi e piccole, sostenute dal mecenatismo di qualche privato. Così è, ad esempio, per la mostra sugli Inca, dal 4 dicembre al 27 giugno 2010 al museo Santa Giulia di Brescia, finanziata dal comune e da numerose imprese e fondazioni, tutta incentrata sull’abilità artigiana dell’antica civiltà sudamericana, in linea con la sensibilità operosa della borghesia lombarda. Così è anche a Forlì con la mostra sui Fiori: natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh, ai Musei di San Domenico dal 24 gennaio, resa possibile dai denari della Fondazione Cassa dei Risparmi della città. E così è anche a Conegliano, dove dal 26 febbraio andrà in scena a palazzo Sarcinelli Cima da Conegliano, protagonista del Rinascimento veneto, grazie alla Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana.

Sul versante più istituzionale dei centri espositivi finanziati e gestiti dalle maggiori città, il 2010 si apre con i festeggiamenti napoletani per 400 anni di cultura barocca. Dal passaggio del Caravaggio a Napoli nel 1606, fino alla contemporanea ricerca di senso mistico davanti al fallimento delle utopie razionaliste del Novecento. Vera e propria categoria dello spirito – e non soltanto movimento artistico – il Barocco viene scandagliato dal museo di Capodimonte (Ritorno al Barocco, fino all’11 aprile) e dal Madre (Ba-rock, contemporaneo, fino al 5 aprile). Sempre per i musei a gestione municipale, il 5 gennaio i Capitolini di Roma hanno inaugurato I giorni di Roma, l’età della conquista e il fascino dell’arte greca, sulla traccia della celebre sintesi di Orazio, «Graecia capta ferum victorem cepit», ovvero la Roma conquistatrice del Mediterraneo colonizzata a sua volta dal gusto e dalla cultura greca. A Palazzo Reale (Milano) avrà inizio il 25 febbraio una retrospettiva sul pittore pop Roy Lichtenstein, mentre dal 18 febbraio le Scuderie del Quirinale ospiteranno un’ennesima grande mostra su Caravaggio (a cura di Claudio Strinati) e il 26 febbraio aprirà De Chirico, Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile a Palazzo Strozzi (Firenze). Ovvero l’opera del pittore metafisico a confronto con la ricerca estetica del suo tempo (un’altra mostra sull’artista italiano sarà in programma dal 30 marzo al Palazzo delle Esposizioni di Roma: La natura secondo De Chirico, a cura di Bonito Oliva). A chiudere l’inverno saranno: Palazzo dei Diamanti di Ferrara con Da Braque a Kandinsky a Chagall: Aimé Maeght e i suoi artisti – retrospettiva dal 28 febbraio al 2 giugno sul mecenate e mercante d’arte olandese stabilitosi a Parigi dopo la prima Guerra mondiale – e Palazzo Reale di Milano con la mostra probabilmente più significativa del 2010. Goya e la nascita del mondo moderno (dal 5 marzo), rassegna, dalla fine del Settecento all’arte contemporanea, all’insegna della rottura estetica inaugurata dal pittore spagnolo e destinata a tenere a battesimo la futura cultura borghese.

A inaugurare la primavera sarà Palazzo Reale con I due imperi: l’aquila e il dragone, ardita iniziativa diplomatico-espositiva dove il ministero per i beni e le attività culturali e lo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica popolare cinese si adopereranno per fornire una cornice ideologica ai rapporti commerciali tra i due paesi. A primavera ormai inoltrata – il 3 aprile 2010 – sbarca al Mambo di Bologna Fellini, la Grande parade, retrospettiva sul maestro del cinema ospitata fino al 17 gennaio al Jeu de Paume di Parigi. Dopo la pausa estiva, segnata il 29 agosto dall’apertura della Biennale di architettura di Venezia diretta dalla giapponese Kazuyo Sejima e dai festeggiamenti di trent’anni dalla fondazione del Guggenheim (celebrati con una mostra su Utopia Matters: Dalle confraternite al Bauhaus che apre il 25 luglio), le attività espositive riprenderanno con una serie serrata di inaugurazioni. A Palazzo Strozzi, aprirà a settembre una mostra su Bronzino; a palazzo dei Diamanti, un’esposizione interamente dedicata al pittore del Settecento francese Chardin (dal 17 ottobre al 23 gennaio 2011); a Roma la Galleria Borghese proseguirà le attività di approfondimento sui grandi artisti in collezione occupandosi questa volta di Lucas Cranach; le Scuderie del Quirinale inaugureranno una mostra su 1861 La nascita delle nazioni nella grande pittura europea, e il Palazzo delle esposizioni porterà a Roma Teotihuacan, la città degli Dei. A chiudere l’anno a Milano, Genova e Rimini, saranno rispettivamente: Dalí e il ritratto (da novembre a Palazzo Reale), Il Mediterraneo: da Corot a Monet e Matisse (a palazzo Ducale dal 27 novembre) e Parigi, gli anni meravigliosi (dal 23 ottobre al Castel Sismondo).
E il sud? A eccezione di Napoli, dove abbondano i finanziamenti di comune e regione, nulla di rilevante. Dove la provincia italiana è più povera, dove mancano sponsor privati e una borghesia illuminata, in mancanza di politiche nazionali, la cultura come servizio pubblico è quasi del tutto assente.






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