Simone Verde


26 maggio 2009
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Il presidente “chouchou”

Sarkozy alla conquista dell'elettorato femminile

 
Il presidente Sarkozy e Carla Bruni

«Bon courage chouchou…», lancia Carla Bruni Sarkozy al marito, nel boudoir dell’Eliseo affollato di impeccabili giornaliste che immaginiamo immerse in una nuvola di Chanel n°5. Una visita di cortesia di qualche minuto ed ecco il presidente (alias chouchou, “ciccino”) tornare al lavoro, lasciando le signore alle attività che loro competono e che proprio in quel boudoir (l’Eliseo è antica dimora della Pompadour) hanno conosciuto i fasti migliori. Pettegolezzi e chiacchiere, ovviamente, che nel registro ancien régime della politica femminile andavano tradotti con trame e imboscate oggi destinate alla stampa e anticipate dal video della visita presidenziale diffuso via web dalla più letta delle riviste patinate: Femme actuelle. Donna d’oggi, o qui da noi, Donna moderna.

Che dovesse rivolgersi al pubblico più incline al suo fascino per reagire a una popolarità in continuo declino (scesa al 43 per cento) e a un elettorato deluso da una rupture e da riforme che non arrivano (l’Ump è dato al 28 per cento) il presidente Sarkozy lo aveva capito da tempo. A suggerirglielo, i sondaggi in previsione delle presidenziali e gli studi demoscopici seguiti al voto: malgrado la competizione con una donna di polso come Ségolène Royal, infatti, oltre il 52 per cento dell’elettorato femminile ha votato per lui. Cifra ancora più alta presso le ultraquarantenni. A stupire, le ragioni di questa scelta: secondo un’indagine dell’istituto Cepivof, infatti, le donne preferirebbero la destra considerandosi «soggetti deboli e bisognosi di protezione». Fedeli molto più degli uomini alla fisionomia patriarcale dello stato, anche quando a rappresentarle potrebbe essere una donna, per questo ben a conoscenza delle discriminazioni che si subiscono in società dominate da maschi.
Da qui, la scelta Ump di affidare la conduzione della campagna elettorale per le europee a Michel Barnier e Rachida Dati, un uomo e una donna entrambi titolari di dicasteri, e di suddividere paritariamente le liste tra i due sessi. Ma anche, in tempo di crisi, di assecondare il ritorno dell’immaginario femminile all’uomo borghese accompagnato nell’ombra da una donna brillante quanto materna.

Una panoplia perfettamente restituita dalle telecamere di Femme Actuelle, da giorni apprezzatissima sul web. La moglie che spiega le ragioni della sua dedizione al marito: «Non so proprio come fa, tre, quattro comizi al giorno, io proprio non riuscirei». Lei che, vedendolo entrare, ne sottolinea le qualità virili: «Quando ci sono delle signore proprio non sa resistere, eccolo qui…». Lui che appunta, sulle labbra di lei seduta, un bacio pieno di compassione. Lei che lo carezza e che gli toglie con fare materno un qualcosa dall’occhio. Lui che racconta alle signore ammirate la sua ora di jogging e la recentissima doccia. Lei che vedendolo andar via preoccupata, lo saluta con premura da custode del focolare: «Bon courage chouchou!». Che si tratti di una messa in scena, è chiaro dalla biografia dei due. Ma anche dalla finta nonchalance della coppia, dai ritmi perfettamente scanditi di un cortometraggio che si scopre fatto da più angolature, da più telecamere stipate nell’angusto boudoir. Una messa in scena, però, dove nessuno si sottrae al gioco. Non Sarkozy, naturalmente, non Carla, sempre più orgogliosa del proprio ruolo politico-mediatico. E nemmeno le numerose giornaliste presenti, apparentemente tutte concordi che il destino indiscusso della femme actuelle stia nel ritorno allo stereotipo antico della donna graziosa ma debole che vive nelle stanze più raffinate e nascoste della casa. Al punto che, quasi Carla fosse stata eletta dalla generosità del marito, una delle giornaliste afferma disinvolta: «Sua moglie è adorabile, signor presidente, ora capisco perché l’ha sposata!».






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