Simone Verde


17 luglio 2008
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Promenade, il Grand Palais secondo Serra

La mostra evento di Parigi

 
La mostra evento di Parigi

A due anni dal restauro del soffitto vetrato più grande del mondo, il Grand Palais di Parigi torna a essere protagonista di un altro evento: Promenade, installazione colossale dello statunitense Richard Serra (fino al 15 giugno). Cinque lastre sbilenche di acciaio di quindici metri che svettano quasi in bilico sotto l’immensa volta trasparente. La sottile inquietudine dovuta a sei gradi di pendenza, è perfetta. Così come la composizione dell’insieme: le stele non si vedono sempre tutte, a volte sembrano tre, a volte quattro, e in alcuni punti tornano cinque in uno spazio che muta, deambulando.

L’ambizione di Serra va ben oltre il brivido che si prova sotto il profilo pendente delle lastre. E sta in opere che non vogliono essere oggetti, ma dispositivi che incidano nei luoghi in cui si svolge la vita. Lo scopo è rivelare forze essenziali e svelare le proprietà intrinseche della materia, che sia piombo, caucciù o acciaio (come nelle opere della maturità). Un vero e proprio progetto estetico che, attraverso l’esaltazione di valori minimali, aspira a rendere visibile l’essenza del mondo e delle cose: il peso della materia, le molteplici dimensioni dello spazio, i tempi della percezione, la fragilità della vita umana. Ma quella di Serra è anche l’estetica della maggiore democrazia del dopoguerra, priva di riferimenti dotti, accessibile a tutti, animata dall’obiettivo di diventare spazio pubblico in cui condividere egualitariamente un mondo migliore, reso possibile dallo sforzo collettivo dell’industria. Sui lavori dell’artista americano, infatti, non c’è traccia di manualità e quando non si tratta di oggetti usciti direttamente dalla fabbrica (rotoli di piombo o fogli di acciaio), sono dovuti a un lavoro meccanizzato e collettivo. Mai all’io insostituibile dell’artista.

Ecco perché non poteva esserci luogo migliore del Grand Palais (costruito con l’expò del 1900) per invitare Serra a esercitarsi. Sotto volte d’acciaio in forme art nouveau che si rifanno alla natura come origine di tutte le cose, aspirando a incidere sulla vita e a elaborare un’estetica adeguata alla società industriale. E che, esaltando le capacità della tecnica e affermando la dimensione collettiva del lavoro creativo, costituiscono uno dei precedenti dell’arte contemporanea e della stessa ricerca di Serra.






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