Simone Verde


20 dicembre 2007
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Tra il papa e le donne

Sarkozy a Roma

 
Tra il papa e le donne

Ci sarà anche Carla? Alla vigilia della prima visita ufficiale di Nicolas Sarkozy in Vaticano, vera protagonista è la Bruni, top model e first lady in pectore più ambita di Benedetto XVI, Zapatero e Prodi messi insieme. Poco importa, in tempi di brutte notizie meglio sognare. Tanto più che siamo in inverno e a nord il sole cala presto. «Sarko ci ravviva le serate», ironizza il regista Claude Chabrol. E così, via con le speculazioni. Civettuolo, Le Figaro registra la scomparsa della fede al dito presidenziale. In un sondaggio tra i lettori, il settimanale Voici chiede: «Quale first lady?», mentre nei salon de coiffure ogni cruccio è rivolto al cuore trafitto del presidente. Al di là del colore, però, il fenomeno è del tutto politico. L’ex primo ministro socialista, Michel Rocard, confida a Europa: «Ho sentito Fillon, non ne può più. Sarkozy passa la giornata davanti alle telecamere, correndo dietro alle sottane o con annunci mirabolanti. Poi il governo deve correre ai ripari, fingendo che dietro uscite estemporanee ci sia una linea politica». E in effetti, che il primo ministro fosse esausto si vociferava da tempo. Stanco di un lavoro massacrante che gli viene costantemente scippato. Stufo di correre in tutte le direzioni, inseguendo piste spesso contraddittorie lanciate dal presidente. Un giorno liberista, il giorno dopo statalista.Oggi atlantista, domani nazionalista.

Cosa aspettarsi, quindi, dal viaggio italiano? I temi sul tappeto sono molti e di rilevo. Primo tra tutti, il rilancio della politica europea verso sud, oggetto di una cena a tre tra Sarkozy, Prodi e Zapatero. Al vaglio, un’altra sortita estemporanea del presidente francese: la cooperazione tra i paesi del Mediterraneo. Proposta che suscitò le ire di Berlino e il gelo di Madrid, preoccupati di un ulteriore svuotamento dell’Unione Europea. Anche quella volta Fillon corse ai ripari, la diplomazia si mise in moto e ne uscì un progetto più equilibrato di collaborazione tra l’Ue e i paesi dell’Africa settentrionale. Quanto ad Alitalia, l’incontro a tre con il premier spagnolo l’esclude dall’agenda, ma non da colloqui informali. Prima della cena, però, il vero scopo del viaggio: l’incontro con Benedetto XVI in occasione della visita rituale al Laterano per prendere possesso del titolo di “canonico onorario della chiesa di San Giovanni” che per ironia della storia spetta ai capi dello stato più laico d’Europa. Pretesto per ribadire la storica alleanza con la Chiesa cattolica in politica estera, utile alla diplomazia francese nel sud del mondo. Un’alleanza che dovrebbe essere rinsaldata da deroghe sostanziali alla legge del 1905 per la separazione tra stato e chiesa, definita a più riprese «anacronistica » dallo stesso Sarkozy.
Sull’arrivo di Carla Bruni, qualche conferma. Ma soprattutto nessuna smentita. «Riguarda il programma personale del presidente», fa sapere l’Eliseo. Peccato che l’affare abbia assunto rilevanza politica. Innanzitutto poiché potrebbe imbarazzare la Santa Sede. E potrebbe vanificare l’impatto mediatico di ogni decisione strategica. Eventualità, però, che sembra preoccupare poco il presidente. A una domanda sulla mediatizzazione della propria vita privata, Sarkozy ha risposto: «Mi piace». Dichiarazione che non stupisce, visto che per sua esplicita ammissione il capo dell’Eliseo non si perde neanche una puntata del Grande fratello. «Il fatto è serio – scriveva ieri Laurent Joffrin – qui siamo passati dalla quinta alla M6 repubblica» (dove M6 è l’emittente di gran parte dei reality show).

Viste le abitudini di Sarkozy, il direttore di Libération sembra avere ragione. Il gusto per i grandi ristoranti all’americana, per le auto di lusso, le ville hollywoodiane e le top model rivela un avvenuto cambiamento antropologico. Una Francia in cui la centralità dello stato è stata erosa dalla penetrazione dei miti e delle iconografie del mercato. Lontane sembrano dunque le ironie della stampa contro Silvio Berlusconi e i suoi Rolex in dono a Tony Blair. Sarkozy non è certo da meno. «Un giorno – racconta la scrittrice Jasmina Reza – sorpresi il presidente a sbirciare nella copia aperta del mio giornale. Pensandolo attratto da qualche titolo di politica estera, lo scoprii rapito davanti alla pubblicità di un Rolex tempestato di diamanti». Anche quanto a presenzialismo, il presidente francese non è secondo a nessuno. Avendo capito l’importanza dei media, ha trasformato la sua vita in soap opera. «Sta rendendo impossibile la vita dei ministri – svela ancora Rocard – Vuole decidere su tutto, facendo leva sui sottosegretari. Oggi vuole abbassare le tasse, domani aumentarle, segue l’istinto e i sondaggi ». Lontani, ancora una volta, i tempi in cui la stampa francese derideva l’attivismo di un Berlusconi capo di governo e ministro degli esteri. Visto che ora all’Eliseo siede «il presidente cannibale», come l’ha definito Le Nouvel Observateur. Che è riuscito a fare ciò che neanche François Mitterrand poté contro i ministri di destra ai tempi della coabitazione. Dichiarare ad alcuni ambasciatori che «Bernard Kouchner è un cretino, ma è popolare. Agli esteri ci penso io».

Tornando al viaggio in Italia, allora, meglio aspettarsi di tutto. Ed eventualmente anche niente. Poiché, come ricorda Chabrol – migliore interprete di una presidenza spettacolo come questa – «Sarkozy improvvisa, decide sull’istante. Fiuta il momento».
E regala intuizioni magari contraddittorie, ma che fanno sognare poiché visionarie e altisonanti in un’epoca difficile, avida di speranze e segnata dalla crisi del pragmatismo in politica.






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