Simone Verde


15 dicembre 2007
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Ségolène tra i vip

Ségo rincorre Sarko nel mondo patinato delle star. Intanto il Ps cola a picco

 
Segolene Royal

Era attesa da tutti, annunciata da settimane e pregustata in un libro dal titolo pomposo: Ma plus belle histoire c’est vous. Ed eccola finalmente, «la nuova Ségolène Royal», come titolava qualche tempo fa la copertina del settimanale Le Point. Nuova nel look più alla mano e nel taglio dei capelli un po’ più corti. E poi, legislatura nuova, vita nuova. Nuovo quartier generale, nuovi collaboratori, nuovo amante. «Mangia leggero, fa tanta ginnastica ed esce moltissimo », ha rivelato Dominique Besnehard, famoso agente delle star, nuovo responsabile per l’immagine di Ségolène. Tante cene e pranzi con star, in effetti. «L’ho accompagnata al concerto di Charles [Aznavour, ndr] – ha dichiarato Besnehard – e alla performance di danza di Didier Bezace, suoi grandi sostenitori. Insieme ridiamo molto».

Quanto alla sua linea politica, però, non è cambiata, è sempre la stessa. Attesissima da milioni di cittadini nelle trasmissioni televisive più seguite, Royal non ha presentanto novità rilevanti.
Accuse generiche a Nicolas Sarkozy, ricerca di un’alleanza strategica con François Bayrou e attacchi rivolti all’interno del partito. Quanto al rapporto con i centristi, la Royal ha dichiarato: «La questione delle alleanze è fondamentale. Nel mondo, non c’è più un partito socialista che governi da solo. Ragion per cui anche noi dobbiamo prendere in ogni corrente di pensiero ciò che c’è di meglio: per questo propongo una coalizione unica della sinistra che vada da François Bayrou a José Bové». Dichiarazione che ha fatto sorridere più di uno, dal momento che i socialisti francesi non sono quasi mai andati al potere da soli, ma per lo più con l’appoggio dell’Udf o dei comunisti. E perché la proposta di un accordo con i centristi è ormai del tutto anacronistica.
Soltanto dieci giorni fa, infatti, François Bayrou rivelava con orgoglio di aver rifiutato il posto di primo ministro in cambio dell’appoggio alla Royal contro Sarkozy. Ed è soltanto di qualche giorno fa la fondazione di un nuovo partito, Mouvement Démocrate, il cui segretario è lo stesso Bayrou, nato dalla convergenza di ex gollisti, verdi e socialisti. Una federazione post-ideologica dei moderati dei due schieramenti che realizza già nel presente ciò che la Royal propone per il futuro. E che ha come scopo, quello di raggiungere la meta tanto agognata dal leader centrista: «Diventare presidente nel 2012, interpretando il malcontento verso una destra demagogica e inefficiente e una sinistra ideologica e divisa».
A chiarire una linea altrimenti inspiegabile, valga un fatto di cronaca politica che si va consumando da tempo. Una lotta all’ultimo sangue in vista delle elezioni comunali di Parigi che, secondo tutti i pronostici, vedranno la riconferma gloriosa di Betrand Delanoë a ridosso del congresso Ps. La battaglia riguarda la composizione delle liste socialiste, in cui Ségolène Royal denuncia da giorni «l’ostracismo dei suoi candidati». «In tutti i municipi, coloro che si sono battuti per la candidatura della Royal sono maltrattati o marginalizzati», accusava la settimana scorsa Dominique Bertinotti, presidente del IV municipio. Una prova di nervosismo che spiega molte cose. Innanzitutto i tempi, del tutto prematuri per qualsiasi altra scadenza, scelti per fare il rientro sulla scena politica: l’inizio della campagna elettorale delle municipali, nel malcelato tentativo di oscurare il suo rivale più pericoloso e impedirgli la conquista della segreteria del partito. Poi, il linguaggio anacronistico destinato più a un pubblico socialista da rassicurare che all’elettorato francese da sedurre con nuove formule. «Non abbassate le braccia – ha dichiarato infatti la Royal ai militanti – voi che siete andati via, ritornate! Il partito si rimetterà in movimento. Prima o poi sarete consultati e io ho fiducia, voglio continuare a interpretare quella speranza che si è destata durante la campagna elettorale». A motivare questo appello, la situazione disastrosa in cui versa il Ps. Un calo di iscritti senza precedenti che tocca quota 20mila. Una sfiducia nei confronti di una formazione politica alle prese con una guerra civile dove i personalismi sembrano prevalere sui contenuti. Piccolo paradosso, però, l’appello non arriva nel tentativo di riunire il partito ma di spaccarlo ulteriormente in vista del congresso di giugno, interpretando il malcontento che serpeggia tra gli iscritti e mettendo in cattiva luce gli eventuali rivali. Bertrand Delanoë in testa, contro cui viene scatenata una campagna mediatica che indebolirà il leader socialista poco prima della competizione con la destra.
Che questa sia la sua strategia, la Royal non lo nasconde neppure. Interrogata in una trasmissione televisiva sulla sua rivalità con Delanöe, ha risposto: «Che ci siano delle competizioni all’interno della politica è normale. E al limite, questo stimola». Risposta che, visti i sondaggi degli ultimi mesi, non deve essere piaciuta ai francesi, specie di sinistra. I quali, dopo gli scioperi dell’autunno e temendo vertenze sociali dagli esiti incerti, si dicono stanchi dei tatticismi personalistici, attendono risposte concrete ai problemi del paese e – sempre stando rilevazioni demoscopiche – si dichiarano annoiati da un dibattito sempre più mediatico e privo di contenuti. Elettori di sinistra che la Royal sembra voler sedurre con gli stessi strumenti con cui Sarkozy mantiene alta la sua popolarità a destra: con incursioni sistematiche sulle riviste patinate e nel mondo dei vip.






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