Simone Verde


11 dicembre 2007
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Ospiti a casa di Augusto

Riapre il gioiello del Palatino

 
Ospiti a casa di Augusto

Il 2 marzo 2008 riaprirà finalmente al pubblico la casa di Augusto, prima dimora imperiale del Palatino. A presentare l’evento, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli e il sindaco Walter Veltroni, che ieri hanno esposto alla stampa i progressi ottenuti in 20 anni di lavoro. Culla di Roma, residenza dall’aristocrazia repubblicana prima, e degli imperatori poi, il Palatino fu lasciato all’abbandono poiché sede simbolica del potere pagano. Per ovvi motivi tornò oggetto di attenzione e di scavi in epoca fascista, per cadere di nuovo nell’oblio (tranne qualche scavo importante) fino agli anni Novanta. Quando, cioè, il primo governo di centro-sinistra finanziò il recupero progressivo dei beni culturali.

Oltre alla sua rilevanza simbolica, la riapertura è anche una bella notizia per gli storici dell’arte. Poiché mette fuori pericolo un laboratorio di fondamentale importanza. Il luogo, cioè, dove è avvenuta la creazione della prima estetica imperiale e in cui è stato sperimentato il passaggio dal secondo al terzo stile pittorico pompeiano. Per avvertire il valore del sito, basta circolare negli ambienti del piano terra, oppure nel cosiddetto “studiolo”. Piccolo cubicolo incastonato all’interno del tempio di Apollo – dio cui Augusto attribuiva la vittoria di Azio – scandito da esili geometrie, lasciando spazio a figure egittizzanti che celebrano la conquista di Alessandria. Pitture di qualità imparagonabile basate su un intersecarsi di architetture e forme zoomorfe che costituiscono la trascrizione estetica di un rinnovato equilibrio tra natura e cultura: il ritorno dell’opulenza nella nuova Età dell’oro permessa dalla Pax Augusta.

«La riapertura e la scoperta del Lupercale – ha dichiarato Rutelli – sono una notizia importantissima. Segno che, nei limiti delle somme disponibili, stiamo facendo il possibile per conservare e promuovere il nostro patrimonio». I lavori sul Palatino, infatti, non sono finiti. Altri 12 milioni di euro sono attesi nei prossimi tre anni per restaurare i settori più bisognosi e continuare gli scavi. «È di qualche giorno fa – ha annunciato il sindaco Veltroni – la scoperta di tre ali di marmo con residui di pigmentazione. Roma è come una scatola destinata a regalare sorprese infinite agli amanti della culture e dell’arte».






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