Simone Verde


6 settembre 2007
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Agosto 2007: Napoleone sbarca in Corsica

Il viaggio di Sarkozy nell'isola ribelle

 
Nicolas Sarkozy

«Amo troppo quest’isola per lasciarla in balia di quattro mafiosi. I valori della repubblica non sono negoziabili». Così Nicolas Sarkozy in visita in Corsica dove ha raccolto, ovunque al suo passaggio, l’entusiasmo di una folla in delirio, riscaldata dall’ormai consueto mix di decisionismo, pragmatismo e paternalismo statalista. Un viaggio dal successo tanto più simbolico che la Corsica non soltanto è una delle regioni più difficili del paese, ma anche terra natale di Napoleone, cui Sarkozy sembra fare di tutto per essere comparato. Anche grazie al piglio di certe dichiarazioni: «I corsi – ha affermato a Porto Vecchio – devono sapere che possono contare sullo stato, ma la solidarietà e l’amicizia non sono né debolezza, né tanto meno compassione».

Al di là delle numerose speculazioni giornalistiche sul tema, alle biografie sulle cui copertine il volto del presidente viene incastonato nel celebre quadro di Jaques-Luis David, raffigurante Napoleone che attraversa le Alpi, il confronto culturale e politico tra i due uomini è tutt’altro che aneddotico. A tal punto che qualcuno comincia a sospettare che sia provocato ad arte. Un sospetto già avanzato durante la campagna elettorale e che ora, proprio in occasione di questo viaggio, viene rispolverato con dovizia di particolari da più di un analista. Qualcuno fa notare, a esempio, la somiglianza tra lo slogan scelto per la recente campagna elettorale, «insieme tutto diviene possibile» e alcune frasi celebri di Napoleone: «Non è possibile: questo non è francese», oppure, «con l’audacia si può ottenere tutto». Slogan e concezioni della politica e dello stato che, oggi come allora, continuano a incontrare il favore spontaneo dei francesi. Di francesi come Lucien Benvenuti, ristoratore corso – la cui figura nel mese di giugno occupò le pagine della cronaca per aver resistito eroicamente a minacce ed estorsioni – oggi sedotto dal piglio del presidente, dalla sua determinazione a occupare tutto il campo e a passare al setaccio il territorio della repubblica. «Voglio esprimere a Nicolas Sarkozy tutta la mia gratitudine», ha affermato ieri Benvenuti. «Devo assolutamente ringraziare il presidente per essermi stato vicino nel momento in cui presi quella decisione difficile», ha aggiunto. E ancora: «la sua visita assume un’importanza simbolica importantissima poiché riporta nella nostra regione l’autorità necessaria».

E proprio per far sentire la presenza dello stato e della legge, Sarkozy ha annunciato che sull’isola avrà luogo a breve un consiglio dei ministri in trasferta: «Bisogna che il consiglio dei ministri sia decentralizzato. Sarà una bella immagine per questa terra che ha talmente sofferto». La strategia politica è sempre la stessa: ristabilire la centralità e la non negoziabilità della legge, mostrando allo stesso tempo la disponibilità dello stato a tener conto delle lamentele e a occuparsi dei problemi di tutti i cittadini. Un connubio sistematico tra riconoscimento dei diritti (anche nuovi) e intransigenza sui principi fondanti dello stato, da cui conseguono le tappe simboliche di questo viaggio: una visita a Porto-Vecchio, un passaggio in Alta Corsica per un incontro con la maggiore associazione delle vittime del racket e infine un appuntamento con i pompieri, oggetto a più riprese di violenze per essere intervenuti in incendi dolosi – ritorsioni fisiologiche dell’attività di estorsione. «Se qualcuno ha voglia di usare le bombe – ha ammonito Sarkozy – deve sapere che lo stato sarà subito lì per la giusta punizione». E ancora, sempre a conferma della sua disponibilità a trattare con tutti, ma senza deroghe ai principi della legalità e della sovranità dello stato: «Non ho nessun tipo di tabù – ha aggiunto – tranne che nei confronti delle organizzazioni clandestine e di coloro che le sostengono. Per il resto sono totalmente aperto a qualsiasi proposta e sono pronto a parlare con tutti i soggetti, anche su temi sensibili che riguardano l’anima stessa della Corsica. Ma parlerò soltanto con persone oneste, con gente che parla a viso scoperto e non con i delinquenti e con coloro che questi delinquenti li aiutano e li fiancheggiano».
Nel frattempo a Parigi, mentre il presidente era impegnato a ristabilire i principi della repubblica, rispolverando una centralità della politica in passato cara alla sinistra, i socialisti continuavano a occuparsi esclusivamente della crisi interna del partito e ad alimentare le polemiche sulle defezioni di leader di primo piano all’Université d’été convocata per La Rochelle il prossimo 2 settembre. «La Rochelle, un appuntamento stanco?», scriveva Libération, criticando l’autoreferenzialità dello scontro a sinistra e l’incapacità di rispondere all’offensiva crescente di Sarkozy. Le cui iniziative politiche, viaggio in Corsica compreso, vengono bollate ancora una volta come “trovate mediatiche”.






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