Simone Verde


20 febbraio 2006
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Biondi, inglesi e spagnoli: L’Italia nel miracolo di Silvio

La propaganda patinata di Silvio Berlusconi

 
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Giovani lavoratori che esultano, famiglie felici, coppie innamorate. Ma è davvero l’Italia, questo paradiso di felicità e di benessere fotografato nelle 160 pagine de La vera storia italiana, la rivista inviata a milioni di famiglie per raccontare la realtà del paese contro le falsificazioni della sinistra comunista? È davvero l’Italia, questo paese di famiglie bionde che festeggiano non si sa cosa, al sole di estati miti e distese su prati all’inglese? Se volete una risposta a questa domanda, aguzzate la vista. Per accorgervi che, malgrado le «36 riforme del governo», «la crescita della borsa del 54%», «i 70 cantieri delle grandi opere», per ritrarre felicità e benessere per la sua rivista, il presidente del consiglio è costretto ad andare all’estero.
Ed infatti, la famiglia che nella foto a pagina 21 gioisce della «riforma delle tasse», guardando attraverso la vetrina di un’agenzia immobiliare e sperando nell’acquisto di una nuova casa grazie ai risparmi permessi dalla politica fiscale del suo governo, oltre a non somigliare a una famiglia media italiana, italiana non lo è affatto. Visto che le case in vendita sono cottage inglesi e i prezzi, con la dicitura «Good price», sono indicati in sterline. Andiamo avanti: «2003 più istruzione per tutti – si legge a pagina 55 – la scuola cresce». A caratteri cubitali davanti cinque studenti italiani che saltano di gioia. Italiani? Ne siete proprio sicuri? A guardarli da lontano tanto italiani non sembrano. E neanche da vicino. Altrimenti, perché il penultimo da sinistra non studia procedura penale, ma su un libro di Legal process? Ma insomma, si domanda il lettore, dove sono i milioni dei nostri studenti esultanti per la riforma Moratti? Possibile che neanche uno di essi fosse disposto a farsi fotografare per la rivista di Forza Italia? E ancora: «20 maggio, sconti in farmacia fino al 20%, decreto legge sui farmaci con cui vengono bloccati alle aziende produttive i prezzi per due anni», si legge a pagina 125 sotto alla foto di un’elegante farmacia.
Una farmacia lussuosa, che rigurgitando offerte, illustra la politica lungimirante del nostro governo che, liberalizzando parte del settore, ha permesso un abbassamento dei prezzi. Un’immagine inequivocabile che demistifica la propaganda comunista e ci fa riconoscere senza appello di quale natura sia «la vera storia italiana». Proprio quella italiana? Ne siete sicuri? Non spagnola, piuttosto? Visto che la pubblicità in giallo, visibile nella vetrina del negozio dice: «Recarga toda tu energia». E visto che il Supradyn in vendita non è quello attivo, quanto quello «activo». Così, sulla scorta di un bilancio lusinghiero e della fotografia di un paese in crescita, alle pagine 142 e 143 arriva l’invito del nostro presidente.
«L’Italia del futuro: scegliamo di andare avanti. Le 36 riforme continueranno a migliorare la vita degli italiani». Con sullo sfondo una città italiana piena di grattacieli e di auto in corsa dinamica verso l’avvenire, grazie alla lungimiranza riformista della sua classe dirigente di centrodestra. Ma ancora una volta: siete sicuri che si tratti di una città italiana? Guardate bene… Guardatela bene questa rivista di Forza Italia per rendervi conto che il paese fotografato dalla propaganda di Silvio Berlusconi, non è certo il nostro, quanto il paese sognato del miracolo mai avvenuto.
Non soltanto quello dell’economia e dei due milioni di posti di lavoro, ma di una popolazione che, in maggioranza scura e con gli occhi marroni si ritrova di colpo tutta all’estero, rigorosamente bionda, con gli occhi azzurri e vestita da Gentleman Farmer. E dove Carl Schmitt è un teorico della rivoluzione bolscevica (p. 110) e Benedetto Croce un teocon, magari vicino a Giuliano Ferrara e a Marcello Pera (p.111). Un miracolo già promesso alle scorse elezioni e che per fortuna, dopo cinque anni di governo, non si è verificato.






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